Produzione esecutiva: Enrico Giustini

Regia: Enrico Maestri

Operatore video-montaggio: Antony Guerri

Scenografia: Sara Dini

Fotografia di Scena: Arianna Navini

OLTRE, a cura di Carolina Donnini
In collaborazione con Banca d’Italia, filiale di Arezzo, (IT)

OLTRE / 2025
tessuto, cera, tempera, resina
banconote triturate, ottone, ferro, 180x180x6 cm

L’opera Oltre di Bernardo Tirabosco, nasce da un progetto proposto dall’artista e sviluppato in collaborazione con Banca d’Italia con l’obiettivo di sensibilizzare il pubblico sul tema dell’economia circolare attraverso il linguaggio dell’arte.

Il progetto ha preso avvio dalla scelta di lavorare con un materiale strettamente legato all’identità della Banca: le banconote dismesse o difettose, destinate a essere smaltite. Affidate all’artista, queste diventano il punto di partenza per un processo di trasformazione in cui lo scarto non è più residuo ma risorsa, capace di generare nuova forma e significato.

L’artista affronta la materia con un approccio sperimentale, fedele alla sua pratica artistica, che da sempre si fonda sulla ricerca di un linguaggio capace di unire pittura, scultura e installazione. Nelle sue mani, la banconota, simbolo del valore economico e del consumo, diventa materiale plastico e narrativo. La ricerca non si limita al gesto del riciclo: è un atto poetico che ridefinisce il senso stesso del riuso, trasformando ciò che è destinato alla distruzione in una nuova possibilità di vita.

Oltre è concepita come una installazione a tutto tondo, pensata per essere osservata frontalmente e posteriormente, come una scultura che rivela prospettive diverse a seconda dello sguardo. La doppia faccia rimanda al fronte e al retro delle banconote, e si carica di un valore simbolico ulteriore: un ponte metaforico tra passato, presente e futuro. L’opera diventa così un dispositivo che unisce epoche e dimensioni, mettendo in dialogo la caducità del denaro con la permanenza dell’arte.

Il processo creativo di Tirabosco si radica nella manipolazione della materia e nel dialogo con la storia. Gli elementi architettonici raffigurati sulle banconote sono stati decostruiti e rielaborati in chiave astratta, generando forme e geometrie che evocano costruzioni e paesaggi immaginari. Queste strutture entrano in risonanza con la tradizione artistica di Arezzo, città che l’opera rievoca nei colori e nelle atmosfere. I richiami alla pittura murale medievale e rinascimentale sono molteplici. Piero della Francesca, con gli affreschi delle Storie della Vera Croce nella chiesa di San Francesco ad Arezzo, diventa una fonte d’ispirazione: le proporzioni matematiche, la costruzione geometrica dello spazio trovano eco nelle architetture astratte presenti nell’installazione. Allo stesso modo, le cromie urbane delle abitazioni rappresentate da Giotto nella Cacciata dei diavoli da Arezzo nella Basilica di San Francesco ad Assisi, vengono rilette come esempi di campiture cromatiche che richiamano sia i colori delle banconote sia i toni caldi delle architetture toscane. Ne risulta una composizione che vive di contrasti: rigore e libertà, astrazione e memoria, scarto e rinascita.

Oltre non è dunque soltanto un lavoro sul riutilizzo, ma un dispositivo capace di attivare riflessioni più ampie. L’economia circolare, nella visione di Tirabosco, diventa principio estetico oltre che concettuale: nulla si perde, tutto si trasforma. La materia scartata non è residuo, ma occasione di rigenerazione; il denaro, privato del suo valore economico, acquista valore simbolico e culturale; la tradizione storica, anziché rimanere un patrimonio statico, viene rimessa in circolo in una nuova dimensione espressiva.

Con Oltre, Tirabosco realizza un’opera che intreccia linguaggi diversi: un lavoro che nasce da un’iniziativa artistica condivisa con Banca d’Italia, ma che attraverso la forza dell’arte si emancipa dal contingente per aprirsi a riflessioni universali. In esso convivono il peso della storia e la leggerezza del gesto creativo, la concretezza della materia e la poesia della trasformazione, la funzione istruttiva e la ricerca estetica.

Un progetto che dimostra come l’arte possa diventare non solo strumento di sensibilizzazione, ma anche linguaggio in cui il dialogo tra memoria, territorio e innovazione si fa esperienza condivisa.